





"...lascia che diventi totalizzante. Se vuoi davvero farla questa
professione non c'è altra strada. Ti mangia. E mangia tutto quello che
hai intorno a te se sei autentica mentre la fai"
O.
E' passata una settimana dal mio ultimo scritto. Un'altra settimana piena di frenate e ripartite a singhiozzo. Stasera sarò di nuovo in "transito" e il centro è ancora un miraggio.
E come nell'oroscopo del venerdì, traccio un bilancio che è anche una previsione per l'andamento della settimana a venire...
Giornalismo
Stabile. I miei dubbi sono tutti lì, in un angolo della mente. A tratti diventano un fiume in piena che travolge ogni certezza, in altri momenti restano invece sommersi, come ciottoli sul fondo sabbioso. Non voglio vederli e le acque torbide mi aiutano. Unica certezza: nonostante le crisi sono ancora determinata a fare questo lavoro.
Famiglia
Un punto fermo. Forse l'unico. Su di loro conto incodizionatamente. Loro ci sono senza riserve e trovano il modo di comunicarmelo, nonostante io sia sempre più irascibile. Sono davvero a casa mia.
Rapporti
Sempre più diffcili. A Urbino siamo monadi. Quando qualcuno parla, i discorsi si infrangono sulla nostra incapacità d'ascolto. L'esperienza che viviamo è troppo simile e non si riesce a staccarci dal nostro. Gli altri raccontano e noi riportiamo tutto alla nostra condizione personale. Quando incontriamo qualcuno che veramente ci ascolta ne siamo intimoriti e ci tiriamo indietro. Forse non vogliamo che scoprano il nostro meschino egocentrismo.
Incattiviti, cinici e anche un po' inariditi. Ci vantiamo di essere diventati più bravi, di aver acquistato conoscenze e di essere smaliziati al punto giusto per fare questo mestiere, ma c'è molta arroganza e sempre meno slancio e curiosità. Pensiamo di aver imparato tutto e invece abbiamo solo esaurito la curiosità. Non sempre, ma è un ripiegamento dominante. Vorrei salvarmi, ma in certi momenti è meno faticoso lasciarsi andare e rimanere indifferente.
Forse non voglio ammetterlo, ma questo mestiere mi ha già divorato. Devo solo prenderne atto?
ag
Il mestiere segreto, quello che nessuno ti racconta, quello non impari neanche dopo mille ore di lezione frontale e mille giorni passati in una redazione. Quello che non vedi o non vuoi vedere. Un mestiere che ti cambia. “Più dura, più decisa, meno esitazioni!”
Un mestiere che va avanti a prescindere dalle persone che ascoltano o guardano e perfino dai protagonisti delle storie. Si arriva e si ordina la portata più sfiziosa: “Dì questo, mostra quest’altro, racconta la storia in 40 secondi e concludi con un bel sorriso”. Ma quale sorriso? Forse quello naturale che aveva quella persona quando ci ha visti entrare dalla porta?! Macché, quello è svanito dopo dieci parole del giornalista che ordinava la confezione a modo suo.
Allora, il sorriso a tutto dente della tv… Ma no, neanche quello è rimasto. Ormai c’è solo una smorfia triste. Ma state sicuri: da casa qualcuno se ne accorgerà. E’ l’effetto estraniante che solo un giornalista riesce a metter su così bene. Un enorme baraccone di falsità, di eccessi, di innaturale genuinità.
Ma l’importante è portare a casa il servizio. Non c’è tempo per le esitazioni. Non c’è spazio per l’umanità e tanto meno per le debolezze.
Così ci sentiamo tutti più bravi, ma anche sempre più soli. Isolati come eremiti, ma costretti a stare e raccontare la gente, pur non avendo con questa nessun contatto.
Sicurezza e professionalità!
Ma vale la pena perdere le proprie insicurezze, passare sopra ai dubbi, accantonare le persone e le emozioni per fare un mestiere che ti fa perdere il senso delle cose invece che insegnarti a capirlo e raccontarlo?
Me lo chiedo sempre più spesso, consapevole, però, di aver già scelto.
ag
"Writing is 10% inspiration, 90% perspiration"
George Bernard Show diceva che "La scrittura consiste in un 10% di ispirazione e un 90% di fatica".
Ma forse è quel misero 10% di slancio creativo che ci spinge a passare intere notti bianche davanti a un foglio.
ag
Allarme terrorismo nella subway newyorkese. I nemici, "i fascisti islamici" come li ha definiti Mr President, sono sempre in agguato e avrebbero pianificato di farsi esplodere su un vagone della metropolitana, magari proprio nelle rush hours, le ore di punta del sistema di trasporti. Risultato: una conferenza stampa del sindaco Bloomberg che dice: "Non vi preoccupate, io usciro' da qui e mi infilero' in un tunnel sotterraneo senza problemi". Citta' paralizzata per qualche ora e presidi di militari con il mitra spianato all'ingresso delle stazioni.
Uno spreco di mezzi e forze, che certo non serve a fermare un terrorista suicida, ma solo a tenere su la politica del terrore, quella del governo americano. Finche' la gente e' convinta di combattere contro "IL MALE", entita' monolitica e devstante, non corruttibile nella sua intima e irragionevole cattiveria, i paladini della giustizia e del bene potranno autoproclamarsi difensori della morale e della sicurezza. Blindatevi americani, blindatevi occidentali e non fidatevi di nessuno fuorche' del vostro presidente e dei suoi vice.
Una strategia perfetta ed esattamente calzante con quella dei Bin Laden mondiali.
ag