Non sono sparita. Continuo a frequentare la blogosfera e a curarmi di questo spazio di fantasia e storie. Alcune vere, altre esagerate, frutto di proiezioni e desideri.
In questo momento però sto riordinando.
Mi alzo la mattina e finalmente so dove sono, i miei abiti nell'armadio, sparsi e sgualciti, ma tutti al loro posto e non in una valigia.
La tazza della colazione, sempre la stessa. La gatta che miagola e fa le fusa. Le piace rubare il cornetto. Anche lei è un po' umana dopo diciotto anni trascorsi in casa.
Mia sorella che studia o gurda la tv. D'estate, a ogni ora passano qualche telefilm o serial americano e quando non è impegnata con formule chimiche e nomi impronunciabili di ossicina umane, si fissa davanti al televisore in trance.
L'altro giorno anche io, per la prima volta dopo più di un anno, mi sono concessa Beverly Hills 90210 di prima mattina. Era una delle prime puntate. Brenda e Brandon, Dylan e Kelly..., erano tutti "molto anni Novanta". Che salto nel mio passato adolescenziale! Che sensazione strana di ritorno al passato.
Poi ieri, il matrimonio di una delle mie amiche del liceo. Rivedo lei sull'altare, la sua compagna di banco con il pancione di nove mesi. E' una femmina. E' festa. E' già in posizione e rischia di uscire sulla piazza centrale dell'antico borgo. A Calcata, tra casette coperte d'edera su cui sventolano le bandiere del Che. Sotto, una saletta da thè alla rosa blu. La mia compagna di banco di un tempo che vive con il suo uomo. Quando sono andata a trovarla, per la prima volta dopo due anni, mi ha aperto con un gattone rosso tra le braccia.
Siamo cambiate. Sono cambiata. Ma non così tanto come pensavo quando ero lontana da qui. Sono diversa ma le mie amiche di un tempo ancora mi riconoscono. Per loro sono ancora quella in fondo alla classe. Ultimo banco, fila centrale. Il migliore per imboscarsi. Per tutte sono ancora la capo-redattrice del Kaimano, il giornalino del liceo. Sono ancora la pazza Gizza che organizzava la discoteca in Sardegna e poi si addormentava sul sedile posteriore senza sapere chi l'avrebbe riportata a casa e in quali condizioni. Che giocava al se fosse, aspettando le due di notte per uscire. Mai stanca, mai noiosa.
Chi mi conosce da poco ignora certe parti di me e a volte, me ne rendo conto, le ho rimosse anche io.
Bello accorgersi che ancora sopravvivono e sono la parte più genuina.
Intanto riordino e organizzo. Includo nuove idee e persone, ne allontano altre.
Al robivecchi ciò che è irrecuperabile.
ag
