Ultimi momenti di un venerdì urbinate, l'ultimo dopo due anni.
Lunedì riapriremo la porta della redazione, ci alterneremo davanti alla commissione, come in un rito circolare che rievoca quello della selezione. Poi ci vestiremo per la serata estiva, ceneremo sul lungomare di Fano, balleremo fino allo stremo, tra una chiacchiera e un bicchiere di vino. Scenderà qualche lacrima, ne sono certa. Come sono certa che non potrei stare un giorno di più in questo posto, ma che mi mancheranno le persone, i luoghi e le parole "versate" giorno dopo giorno nel bicchiere comune della nostra esperienza unica e diversa per ognuno.
Ci richiuderemo la porta alle spalle con garbo e un altro capitolo delle nostre esistenze finirà archiviato nella memoria. Inizierà la nostra "adultezza", stavolta sì. Con l'orrore della scelta, un privilegio che ci è stato concesso, croce e delizia dei giovani fortunati. Le nostre vie si allontaneranno, correranno parallele, si incroceranno nuovamente e sarà bellissimo rivedere gli occhi che ogni mattina scurutavo epr capirne gli umori, senza bisogno di domandare nulla, che in questi casi l'essere giornalista si lascia da parte.
ag
