Stavolta è davvero il count down finale.
L'ultimo Ducato è uscito sabato, mentre noi ieffegini facevamo l'ultima escursione a Orvieto tra riappacificazioni e incontri con le nuove leve delle scuole di giornalismo.
Oggi, ultimo lunedì, per mesi giorno infausto di sveglia che pian piano si spostava sempre più tardi...
Ultimi servizi per la nostra tv locale, le risate per gli stand-up con la faccia in mezza ombra, i capelli arruffati e gli scoppi di risa. (Ma oggi le ho superate tutte con la mia performance in giacca e infradito!!!) Ultimo articolo del Ducato online che sarà presto in pagina e chiuderà in bellezza il biennio.
Strane sensazioni ci colgono impreparati. Un misto di sollievo e malinconia. Certo non saremmo potuti rimanere un giorno di più, eppure succede di incrociare sguardi e pensare che d'ora in poi saranno distanti. Occhi che abbiamo amato e allontanato, ma che ci restituivano ogni giorno gli umori di ciascuno, le paure e il nervosismo, le soddisfazioni e i traguardi raggiunti.
Due anni fa siamo entrati qui marciando, correndo, battendo i pugni. Ci hanno smontato, fatto a pezzi e ricostruito. Avevamo amori e sogni. Lavati via, coltivati, cancellati, moltiplicati. Certamente siamo cambiati, come quando metti nel frullatore tutti gli ingredienti e poi lo accendi. Il risultato è composto degli stessi elementi ma è tutto diverso: sapore, odore e aspetto. Questo è vero per l'insieme, ci siamo mescolati e scambiati di posto, urtati e accarezzati fino a mescolarci e a influenzare l'uno gli umori e i sapori dell'altro. Ma è ancor più vero per i singoli. Monadi impazzite, sole e insofferenti allo stesso tempo di stare assieme. Ognuno di noi è diverso rispetto al suo ingresso qui. Cresciuti e disillusi, ma anche più forti e - chissà se è bene o male - un po' più distaccati e consapevoli dei propri limiti e dei limiti di questo mestiere.
ag
