Ale, Ale, Ale.
Un nome che e' una garanzia. L'ultima della serie conferma le qualita'. Trasparenti, acute, comattute, difficili ma sincere. Cosi' sono sempre stati le/gli Ale della mia vita. Da quando sono nata..., fino ai miei ultimi giorni in questa pazza citta' di cui faccio innamorare il mondo.
Una casetta da cui si vedono i grattacieli e le scie gialle dei taxi nelle serate di pioggia. Due piccole donne indaffarate. Computer sempre acceso sul mondo, vestiti ovunque, un beauty stracolmo di gioie e un mucchio di scarpe accatastate all'ingresso.
Si dividono tra cucina e giornali, spesa e libri. Sono allegre ma non spensierate, sono sicure ma fragili. Affrontano le sfide a testa alta, ma dentro un fuoco le consuma. Eppure sono forti e con le idee chiare, almeno a lungo termine.
E' bello scoprire il pensiero comune, scoprire che esiste condivisione, empatia e che il mondo, a volte, ha per alcuni la stessa forma e lo stesso colore, anche visto con occhi diversi.
ag_mela
P.S. Diffidate della sottoscritta. Quando parlo di New York non sono lucida. Il mio ipercriticismo innato va in frantumi contro la mia stessa volonta'. La amo, e gli amanti non vogliono vedere nei sulle superfici liscie del loro oggetto d'amore.
