Qualche sera fa, sulla via di casa...
Smontavano tutto. Il Radio City Music Hall sembrava un guscio vuoto. Gli operai, come formiche incappucciate, entravano a mani vuote e uscivano con mobili e pannelli da scenografia. Sembrava che smontassero il mondo e che il palco fosse fuori, tutto intorno al teatro. Mentre passavo sul marciapiedi, tra le transenne e le porte spalancate del salone dei musical per eccellenza, ho sentito di nuovo quella strana sensazione di libertà e finzione che solo New York sa dare.
E’ una serata fredda ma bellissima. Ha piovuto tutto il giorno, ma neanche questo ha spento le luci della finzione. Times Square diventa languida e i neon sembrano una fotografia sfocata. I piedi delle donne, con indosso i tacchi per andare a teatro sono puro romanticismo.
Risalendo da Lexington alla settima, attraverso Rockfeller Center con la pista del ghiaccio che brilla. Un enorme alone giallo. L’Empire stasera era il degno sostituto di luna e sole.
Ieri sera, discoclub
New York e' cool!
Location: CieloClub, Little West.
E' giovedi' e le strade sono piene di gente. Sono le 10 di sera, esco di casa e la prima cosa che ho sotto gli occhi e' l'Empire, giallo evidenziatore. E' cosi' da quando sono arrivata nove giorni fa. Attraverso Park Avenue, mi infilo nella subway. Cambio a West 4. Prendo la L, ribattezzata Love line. Una linea metropolitana che porta a Brooklyn e che si dice sia un punto di ritrovo per incontri e scambio cellulari. Ci si guarda lungo il tragitto, ci si scambia qualche battuta, si sorride e poi magari si esce per un cocktail. Sara' vero, o magari e' solo una delle mille e una storia di New York?! E' comunque cool...
A Little West i locali sono a schiera, uno dopo l'altro. Ci sono le lucine e il bambu' intrecciato per riparare da occhi indiscreti i frequentatori. Ma e' tutta scena, qui si viene per vedere e farsi vedere. Hip-hop, trendy, casual, non importa, qui tutto fa tendenza, basta non essere come la massa. Nei locali entra solo chi spicca, il resto e' bandito. Qui la vita notturna e' davvero leggera, azzardo un "superficiale". Bello scambiare sguardi, battute, abbracci e balli con il mondo, perche' qui e' il crocevia del mondo. "Sono portoricano e sono qui con un brasiliano, una greca e uno svizzero". New York e' cosi', ma e' anche terribilmente nostalgica. Niente dura per piu' di uno, due anni, si avverte forte un senso di morte, inteso proprio come transito. Nel momento in cui lo vivio e' gia' trascorso. E' cosi' ovunque, ma qui e' tutto accelerato e quindi fugace.
Comunque la serata scorre, sembra arrivata l'estate. Si balla fino allo stremo. Poi si esce. Un fischio e il taxi si materializza dietro l'angolo.
ag
