Preparo le valige con la mente, ma sono già lontana anni luce da qui.
Non importa cosa mi aspetta al di là dell'oceano. Lavoro, affetti, scoperte e delusioni. Parto, come sempre. Come quando da piccola i miei genitori mi infagottavano, mi caricavano prima sul taxi, poi sull'aereo e mi risvegliavo in un albergo. Tutti non-luoghi, da attraversare e lasciare, senza rimpianti, senza attaccamento. Allora era sorprendente quella sensazione di smarrimento, mi dava un'impressione di libertà. Non appartenere a nessun luogo, a nessuna terra o confine.
Tuareg nel deserto
Scalatrice sui ghiacciai dell'Antartide
Tangueira su di una pista da ballo di Buenos Aires
Archeologa tra i resti romani in Siria
Piccola americanina a Disneyland
.....
Tutti e nessuno.
Poi di nuovo infagottata e riportata a casa. Nella testa un po' di confusione - quella me la porto dentro e la custodisco con gelosia, anche se talvolta è scomoda - e tanti ricordi che non cicatrizzano, che non restano a fondo, ma si animano e popolano i miei sogni e la mia quotidianità. Niente è mai rimosso, le immagini e le persone che "vivo" si imprimono e mi impregnano. Non voglio che cambi ed è per questo, forse, che sono già lontana da qui. Non voglio diventare indifferente, non voglio nascondermi, non voglio addormentarmi, non voglio farmi scivolare tutto addosso.
Voglio invece continuare a sentire, a dire, a trasmettere qualcosa e a pretendere da chi mi sta vicino sempre di più. Aspettarsi dagli altri risposte e comprensione, o magari solo un sorriso, così intendo l'amicizia, l'amore, la conoscenza. Non voglio essere convinta del contrario, non voglio cambiare idea, non voglio arrendermi a chi dice che voler bene è non chiedere nulla. NO
ag
