Deserto di Calama, Cile del Nord - 29 dicembre

“Pezzi di vetro
Quattro stracci
Stare bene a metà
Le note si mescolano nella mia testa e intanto sono di nuovo in volo. Decollo, il quinto in sei giorni. Comincio a confondere volti, letti, alberghi, frasi dette e non dette, tutto a tempo di musica. Mi accompagna sempre più di frequente in questo ultimo periodo, una specie di colonna sonora. Se i ricordi si confondono, basta qualche nota e mi tornano in mente pensieri che temevo di aver perso. Sento gli odori, ricordo gli sguardi e i colori.
Tutto corre, come questo aereo che in pochi secondi taglia il cielo e le nuvole . Luce, ombra, luce, ombra e poi si alza al di sopra delle nuvole e resta solo l’azzurro di un cielo qualsiasi…”
.....

Stamattina sveglia alle 4, ma sono riposata. Mi basta poco, essere insonni aiuta in certi casi. Ho chiuso di nuovo il mio bagaglio, stipato di abiti quattro stagioni: caldo, freddo, neve e mare. In questo Paese il clima non perdona, i cambi di temperatura sono repentini. Salgo in auto, attacco la musica e guardo fuori. Un cielo stellato, un filo di luna rosso. Intorno il deserto, poi le montagne innevate, poi ancora i geyser. Non so dove guardare. Troppi colori, sono due giorni che mi perdo nei colori. Il bianco delle saline, il rosa dei fenicotteri, l’azzurro triste delle lagune, il giallo dei cespugli sulle rocce. Sono frastornata. Sarà anche l’aria rarefatta. Siamo a
ag
