Mi perdonerà per la citazione il mio amico e compagno di lavoro, il Dome dagli occhi blu e i capelli color ruggine, che guarda il mondo e lo racconta come pochi sanno fare, lucido e visionario al tempo stesso. Passa tra le storie e i personaggi, che gli restano addosso, impressi sulla pelle e che lui ci restituisce come in un film.
Ecco la sua ultima pellicola...
... e allora scrivo della Gizza e la Brava, che ieri - per tre ore - ci hanno rotto l'anima con la loro macchina rossa, parcheggiata fuori dall'ifg, sepolta sotto la prima neve di novembre: 50 centimetri di "precipitazione nevosa", come ha rilevato l'Osservatorio, che hanno paralizzato però la Scuola di giornalismo. La città? Quasi ok: il kaos ha preso più trentuno praticanti lanciati nel primo numero del Ducato che non i montanari con la pelle spessa che qui ci abitano. E così la Gizza e la Brava, due eroine - nel vero senso della parola -, hanno lasciato, di mattina, la macchina parcheggiata con le catene montate (chi sà da chi). Ma quando la sera, dieci ore dopo, un numero del Ducato finito e tante chiacchiere e scazzi passati, le nostre sono tornate per aprire l'auto, alle dieci di sera, la serratura della Micra rossa era congelata. "La chiave non gira!", ha esploso la Gizza. "A piedi ci vai tu", ha risposto la Brava.
Momenti di angoscia. Acqua bollente, acqua ghiacciata, accendini e fiamme e fonti di calore varie non sono bastate a sciogliere la "cortina" di ghiaccio che impediva alla serratura di aprirsi. Uh. Mmmmhhh.... "Chiediamo un passaggio". Ok: e la macchina è rimasta lì parcheggiata, a tre chilometri da casa, davanti all'Istituto, per tutta la notte. Solo che questa mattina, quando siamo tornati a Scuola e la macchina si è aperta, la Gizza ha fatto una scoperta: "Ma la macchina non era la nostra! - ha osservato - Ieri, Brava, abbiamo cercato di aprire quella di Lovito, l'abate priore!" Che, per la cronaca, ha una mini-Micra rossa uguale e un po' imbottata. [...]
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