Hanno vinto loro. E' questa la prima cosa che mi passa per la testa. Sono in centro, in un posto molto affollato. Discoteche, bar, bancarelle, insomma i normali passatempi estivi della capitale. E' molto tardi e sono stanca, ma ho deciso di andare lo stesso a farmi una passeggiata per rilassarmi dopo una lunga giornata passata in redazione. Con me, due amici, anche loro "sulla notizia". Chiacchiere inutili, risate, poi improvvisamente silenzio. Passa un uomo che indossa un pesante giaccone. Berretto calato sugli occhi e lunga barba incolta. Fanno 37 gradi, che ci fa uno conciato così?!
La gente intorno resta abbastanza calma ma gli sguardi sono eloquenti. E' paura quella che leggo negli occhi della ragazza sfiorata dal passaggio dell'uomo. Qualcuno si allontana cercando di mascherare il panico. Anche una fatalista convinta come la sottoscritta si lascia prendere da una stretta allo stomaco. Poi l'uomo si allontana e passa la paura. Ma è una tortura scoprire la sensazione di panico per qualcosa che un tempo avrebbe suscitato ilarità. Uno con il piumino d'agosto, avrei pensato ad uno squilibrato. Ora ho paura. Ogni volta che mi passa accanto sento la terra tremare.
Sarà la suggestione: tutti i giorni a scorrere agenzie che parlano di terrorismo e bombe. Mi arrabbio perchè non voglio che riescano nel progetto folle di terrorizzare la gente e paralizzare le più banali attività di milioni di cittadini in tutto il mondo, musulmani compresi, dato che sembrano uno dei target preferiti degli attentatori.
Non hanno vinto. Almeno finchè continueremo a credere che esiste un modo pacifico per estirpare le ragioni del terrorismo e che non siamo disposti ad abbandonare le nostre abitudini. Resistere alla paura è un dovere, altrimenti l'avranno vinta.
ag
