Rove is all around You!

Roses are red
Now, I'm not naming names,
But, open your mouth
And I'll screw it like Plame's
Tana per Bush, grida il mondo. Ma Bush sembra già aver trovato il cavillo per salvarsi dal Cia-Gate.
Ricapitolando:
Nel 2002, Bush scatena l'offensiva politico-mediatica contro l'Iraq di Saddam. Il rais avrebbe avuto l'intenzione di comprare uranio dal Niger per dotarsi di armi nucleari. Questo basterebbe per legittimare l'offensiva militare alleata in Medio Oriente.
Ma Joe Wilson, diplomatico Usa in missione speciale in Niger, deposita un rapporto alla Cia in cui dimostra che la questione uranio è falsa. Il rapporto viene sistematicamente ignorato.
A marzo del 2003, gli Usa invadono l'Iraq.
Poco dopo esplode lo scandalo. Novak, editorialista conservatore, scrive che alcuni giornalisti hanno avuto la soffiata: l'ambasciatore Wilson, detrattore del presidente Bush, è il marito di Valery Plame, agente della Cia, nella sezione "Armi di distruzione di massa". La notizia nulla toglie alla gravità del Cia-gate, ma certamente contribuisce a screditare lo scomodo diplomatico.
Ma il delatore, che ha "cantato" l'identità della Plame resta nell'ombra. Due giornalisti, Judith Miller del New York Times e Matthew Cooper di Time, finiscono in tribunale per non aver rivelato il nome della fonte. La Miller si becca anche una condanna fino a 4 mesi di detenzione. Intanto comincia a girare il nome del consigliere Karl Rove, l'artefice più diretto del trionfo di Bush Jr., sarebbe lui la gola profonda del caso. Ma Mr. President nega con sdegno e dice che chiunque sia coinvolto nello scandalo sarà cacciato.
L'Amministrazione Usa nega tutto fino alla fine, fino a quando non è la stessa Miller ha dichiarare, qualche giorno fa: "Fu attraverso la chiacchierata con Rove che appresi per la prima volta che la moglie di Wilson lavorava per la Cia - scrive il giornalista, riportando la sua testimonianza - Rove mi disse che lavorava per l'agenzia su (questioni legate alle) armi di distruzione di massa? Sì".
Ora Mr. President gioca con le parole: "Avevo detto che avrei cacciato chiunque avesse commesso un reato", ben consapevole che non è possibile dimostrare la colpevolezza del suo beniamino Rove, dato che l'informazione riservata era già pubblicata nei memorandum interni e chissà quanti occhi indiscreti ci hanno gettato un'occhiatina...
ag
