Dopo tanta cronaca, la domenica me la prendo di riposo e mi concedo un po’ di semplice speculazione romantica. Uno dei miei Qualcosa di personale..., che molti già conoscono.
Una donna incontra un uomo, si innamorano e vivono una passione travolgente. Ma a quel amore devono opporsi perché entrambi hanno già una famiglia. Lottano contro il destino che li ha fatti incontrare, o che forse li ha fatti incontrare troppo tardi. Poi si lasciano andare.
Una storia di ordinario tradimento secondo molti. Una tragedia dell’anima per lui e lei, che di quel sentimento continueranno a nutrirsi per sempre. Almeno così crede lei.
Tra omissioni e gioie di cui vergognarsi in casa, i due si amano e si sostengono in questa inattesa avventura che la vita gli ha riservato. Passano 10 anni tra felicità e profondo dolore. Poi la storia finisce e ognuno torna alla sua vita, ma lei scopre di aspettare un figlio dal suo amante e si confida a casa. Non ce la faceva a mentire, le sue passioni, i suoi sentimenti non erano più arginabili.
Dopo qualche tempo i due si rincontrano. Stessi odori, sensazioni e pensieri. Lui è rammaricato di non avere più il "loro tempo", lei lo invita a ritrovarsi. Ma lui stavolta le dice che non sa mentire... Lei pensa: "Non è vero", e lo sa perché lei è la sua bugia di tutta una vita.
Questo lo spunto.
Una storia di ordinario disamore, in cui colpisce la naturalezza con cui una donna riesce, dopo inaudite sofferenze, ad accettare l’inaccettabile, a convivere con le proprie emozioni che pure le hanno graffiato l’anima. Lei non sa mentire e confessa, mette in gioco tutte le sue certezze, lui invece tace, insabbia con il silenzio e rimuove. Poi dice che non sa mentire.
Mi chiedo, c’è menzogna più grande del nascondere i propri sentimenti a se stessi? Del negare l’importanza che una persona ha o ha avuto nella nostra vita?
ag
