Anomalo. Questo e' il primo Natale che passo a Roma. Non mi sono mossa. Per la prima volta da quando la mia memoria ne ha traccia, ho vissuto le feste nella mia citta' come fa la maggior parte delle persone sulla Terra. Parenti, amici, continui pranzi, cene, saluti e baci. La prima a venir compromessa da questa abbuffata continua e' la mia linea... Aiutooo! Per tornare nei jeans dovro' tribolare per almeno due mesi. Poi i risvolti psico-fisici... Ricordarsi gli auguri, i regali, di rispondere a quel parente che non sentivi da anni e a quel conoscente che non ti ha mai filato ma chissa' perche' a mezzanotte del 31 TAC!, ti manda un messaggio. Boh... Passi gli otto minuti di fuochi d'artificio a capire chi e' e poi ti tocca rispondere che a Natale e dintorni siamo tutti amici! E comunque, la cosa peggiore, che finora avevo sperimentato solo in estate, e' lavorare quando gli altri sono tutti sbracati davanti alla tv o a passeggio tra Piazza Navona e Via del Corso. Ti chiamano: "Ci raggiungi?" E tu sei lesso per la pandotorronata della sera prima, piegato sulla scrivania che cerchi di rimanere vigile e reattivo e il tuo capo ti chiede anche se hai idee nuove!!! In quei momenti il tuo unico slancio e' prendere un volo per una meta esotica con in borsa solo un bikini e senza biglietto di ritorno.
Comunque, dato che per me la Befana e' gia' passata, avvantaggiandosi sui milioni di consegne dell'Epifania, a casa mia le feste possono dirsi ufficialmente concluse, anche se trovero' la forza di smontare l'albero di Natale solo a Pasqua...
Da domani si riaccende il frullatore che ci scaraventera' tutti in un batter d'occhio in primavera.
Io intanto pianifico un viaggio che non dovrei fare e che con molta probabilita' non faro'. Perche' in questo strano Natale ho rinunciato alla mia nostalgia di New York e ho promesso a Babbo Natale di continuare il percorso di recupero romano. In questo Natale ho perso molto, ma ho ritrovato un tesoro. Dopo mesi di testa bassa e passo dell'oca mi sono guardata nello specchio e ho alzato gli occhi al cielo (forse per questo ha piovuto tanto...) Le cose ora sembrano lentamente cambiare. Vedo spiragli e una tregua alle mie inquietudini.
Una lettera dolceamara, l'abbraccio confidente di un'amica, l'essere circondata da tanto amore e attenzioni mi ha dato speranza.
Il nuovo anno e' tutto da programmare e io adoro fare progetti... per poi buttarli all'aria e ricominciare!
A tutti un buon anno,
ag