Corro, e quando mi fermo sono senza energie. La mia testa e' piena di pensieri e i movimenti sono accelerati. Al primo stop crollo, come stasera nella nostra saletta cinematografica casalinga. Un piccolo proiettore puntato sulla parete bianca della nostra casetta di Brooklyn. Avro' dormito piu' io o Rodrigo?! ...Si accettano scommesse. Ma e' una settimana che arranco. E' una settimana che non mi fermo, e quella prima uguale, e cosi' tutte le settimane da quando sono qui a New York. Pare di essere in un vortice, da cui pensi di potertela cavare, ma che giorno dopo giorno ti risucchia le forze.
Come e' possibile fermarsi con cosi' tante cose da scoprire?!
...Chiedetelo alla mia aliena. Per una volta la mia vita "all'origine" e' entrata in contatto con quella d'oltreoceano. Lei e la sua ciurma si sono subito adattati. Pastrami - o postrami, come e' stato ribattezzato dopo la venuta di Attilio-Al-Talib - donuts e bagels, mega festone a Brooklyn con tanto di avvisi su My space perche' la gente non basta mai, una citta' tutta da camminare e la metropolitana piu' "antropologicamente interessante" da esplorare, duemila lingue parlatre assieme, il consumismo sfrenato, gli umori alterni della citta' e della sua gente nomade. Non si sono fatti mancare niente i viaggiatori. E ora che sono ripartiti mi mancano i loro occhi sbalorditi e stanchi. Prossimo viaggio, insieme, vero Frodo?
ag