L'altalena dei sentimenti. Ogni volta New York manda in tilt il mio sistema nervoso. Mi rende incapace di controllare le mie reazioni. Come per l'Empire State Building che ogni notte cambia colore, cosi' la mia visione della vita in questo angolo d'America.
La vita in rosso. Il rosso-arancio dei tramonti newyorkesi. Il rosso di un divano. Il rosso della passione. Il rosso che colora le guance della gente per il vento gelido che ti impedisce perfino di camminare.
La vita in blu. L'azzurro del cielo sereno e tagliente. Le vetrate dei grattacieli che si riflettono l'uno nell'altro. Il blu gelido e inespressivo degli occhi americani e quello ceruleo e disilluso dei poveri senza tetto e senza speranza. Il blu scurissimo delle nottate passate a camminare su e giu' per le Avenue e le Street, tra una chiacchiera e un sospiro. La notte scura che rassicura e spaventa.
La vita in rosa. Le serate tra donne, io Carrie e tu Charlotte. Si cammina per le strade di Manhattan a notte fonda, quando il resto del mondo dorme e New York e' febbricitante e scintilla di luci al neon e paiettes.
La vita in grigio. La solitudine, l'abrutimento della poverta' e dell'indifferenza. Il grigio delle mattine cariche di nubi e dell'umore che non vuole proprio saperne di risalire, che ti lascia in sospeso e senza fiato, che non diventa ne' nero, ne' bianco.
Come potro' dimenticare tutto questo e tornare indietro? Come si fa a rinunciare all'altalena se ci si e' appena saliti? Come una bambina faccio i capricci e piango e tiro calci a chi tenta di portarmi via. Poi mi distraggo e la mia attenzione e' attirata da qualcos altro. Mollo tutto e vado via. Comincio a desiderare di essere altrove, di essere a casa. E' li' che dovrei essere in questi giorni.
Dovrei essere accanto al mio piccolo cronista in erba che ha appena iniziato a realizzare i suoi sogni. Dovrei tenere la mano a chi mi ha fatto soffrire e ridere e che tra poche ore dovra' passare il "nostro" esame per primo. Vorrei cenare con la mia Frodina dagli occhi blu che passa le notti in bianco con miagolino a studiare l'etica. E poi vorrei saltare al collo del mio Moricons e discutere per una notte intera con Tot e andare a zonzo con il mio alieno stralunato, magari per Roma e prendere i cornetti di notte e parlare di tutto e di niente con Ila finche' non arriva l'alba.
Mia sorella che e' sparita sotto i libri e deve interpretare il ruolo di due figlie per i nostri genitori... Vorrei trovarla domani mattina in cucina che guarda un telefilm americano sdraiata sul tavolo, mentre sorseggia il suo cappuccino freddo, e la Puffa lo beve trattenendo il cucchiaino tra le dita. Ho bisogno di loro e sento che anche loro non hanno rinunciato a me. Soffro per la lontananza ma allo stesso tempo godo nell'attesa di rivederli. Loro e le mie sorelline sarde che si confidano con me tra una corsa e l'altra, tra il lavoro e la palestra.
Poi penso alla mia "famiglia" newyorkese. I loro cuori sono scolpiti nella pietra e le loro facce segnate dalla durezza della solitudine americana. Con loro non posso cedere, mi vogliono forte e un po' insensibile. Poi, quando meno me lo aspetto, loro appaiono.
E la vita, la vita e' di tutti i colori...
ag
