Prima domenica a casetta.
Dopo quasi due mesi dal mio arrivo, questa e' stata la prima mezza giornata di riposo passata a casa, la mia casa, a Brooklyn.
E dopo due settimane inversamente intense, la fine di dicembre esaltante e l'inizio di gennaio da dimenticare, finalmente ho rallentato e la mia testa si e' allegerita. Piu' mi allontanavo dal caos di Manhattan, in una delle sue tipiche giornate cristalline e severe, e piu' sentivo la mente che fluttuava via.
Niente nervi, niente ansia, solo tante cose da sistemare, lavare, ripulire e da domani si studia.
Basta chiacchiere, e' ora di tornare in strada determinati e fermi, senza guardare indietro. Mi aiuteranno i miei coinquilini sempre pronti a dividere e condividere. Mi aiuteranno i miei amici "all'origine". Qualcuno mi predera' per mano, ancora una volta, come quando ero bambina. Tutto il resto fara' da leva meccanica: il lavoro, la routine, i conti da pagare e le carte da firmare. Ora ho un perfetto archivio da riempire. L'ho comprato sulla Broadway, vicino a Canal Street, una delle poche vie rimaste della Chinatown che fu. Qualcuno ha voluto assicurarsi che la mia vita andasse a posto, che tutto trovasse la sua esatta collocazione. Mi ha regalato un contenitore di ordine che io puntualmente riusciro' a disordinare.
ag