Venerdi' sabato e domenica di lavoro serale...
Ok, pero' vediamo positivo.
Mattine libere. Ne approfitto per iscrivermi in palestra dopo "millenni" - almeno questo pensano i miei muscoli - di inattivita'. Ultima palestra durata piu' di un giorno?! Beh, la NYSC sulla Broadway. E allora in occasione delle tanto attese presidenziali mi alleno a resistere nell'eventualita' che vinca "il peggiore" anche li'...
E poi dormo poco, come al solito, quindi tanto vale muoversi e far finta di essere "super pump" come direbbe la mia biondissima amica compagna di lezioni su lezioni di prova in tutte le palestre italiane senza mai trovare quella davvero giusta per i pigri - e come sarebbe possibile?!
Stasera e' la notte delle streghe. Ricordo le zucche e li scheletri di Brooklyn qualche anno fa. Il mio primo long stay newyorkese conclusosi proprio in questi giorni tra felicita' e lacrime con un plotone venuto a caricarmi sull'aereo - destinazione Roma.
Scrivo con il rimpianto di non aver scritto di Istanbul. Me la porto dentro senza saperne esprimere la libera gioia provata in quei giorni spensierati tra il Bosforo e le terrazze appese sulle moschee e sospese tra due continenti.

Te' e dolci di riso, pistacchi e caramello. Il bazar stanco e pulito rimasuglio di quel che fu il mercato delle spezie e dei veli. Le camminate con il vento tra i capelli e la macchina fotografica sempre in mano.
Mi manca quell'atmosfera. Tornera' in altro luogo. Basta trovarlo nel mondo.
ag