lunedì, 26 febbraio 2007

Ciao Italia!

Sto per lasciare casa.

Sto per tornare a casa.

Saluto i miei amici e la famiglia per tornare da amici e famiglia adottivi

Sensazioni contrastanti, che mi sfuggono tra appuntamenti, cose da ricordare, telefonate e messaggini.

Ricordini e promesse, baci e abbracci.

Dall'altra parte del mondo mi aspetta una casetta calda, calda, un guardaroba che a riaprirlo dopo soli dieci giorni, mi sembrerà nuovo, una cucina con le lettere magnetiche sul frigo per comporre parole in tutte le lingue, un amico a Washington, tanti sorrisi la mattina del mio ritorno in redazione e un cappuccino con tanta schiuma assieme ai miei fratellini...

A presto Italia.

ag

postato da: stellabianca78 alle ore 23:07 | link | commenti (3)
categorie: qualcosa di personale, new york - roma a/r
domenica, 25 febbraio 2007

Cartoline dall'Italia...

 ag

postato da: stellabianca78 alle ore 18:58 | link | commenti (1)
categorie: qualcosa di personale
venerdì, 23 febbraio 2007

La selva oscura

L'Italia è una selva oscura.
Difficile vedere la luce, mentre Caron Dimonio e l'allegra compagnia dei politici senza diplomazia si scambiano reciproci favori e banchettano con la carne e il sangue degli italiani.
Banchetto pantagruelico cui è difficile assistere senza desiderare di strappare il passaporto tricolore. I giornali sono illegibili e le tv urlano frasi che strappano il silenzio e squarciano la decenza.
Io corro parallela. Questa settimana è sospesa nel tempo. Una vocina mi suggerisce "Guarda e passa". Ma, nonostante l'euforia e le corse contro il tempo per sistemare documenti, abbracciare amici e parenti, recuperare le feste perse e le parole mancate, soffro nel vedere questo spettacolo di desolazione.
Gli italiani rassegnati mi fanno rabbia, li vorrei in rivolta contro la mediocrità che sta corrodendo le menti più brillanti, prima di tutte quelle dei loro figli. Vorrei vedere la speranza, accompagnata dal sorriso, far brillare i loro occhi.
Vorrei ma non posso lamentarmi, perchè mi sento dire, che "Basta poco per diventare anti italiani".
Ma io mi chiedo: chi è il vero nemico di questo Paese, chi lo critica con la rabbia nel cuore o chi lo sopporta con rassegnazione?!
ag
postato da: stellabianca78 alle ore 12:53 | link | commenti
categorie: brainstorming
giovedì, 22 febbraio 2007

Due Mondi

Giornata primaverile a Roma.

Stanotte, rientrando a casa dopo la nottata amarcord a casa della biondissima Ila, dopo una torta Cameo carbonizzata alle due di notte, un Moricons impazzito che ripete la Costituzione a memoria e si agita nel suo pigiamino grigio-topo in cerca di conforto, dopo una lunga chiacchiera con il saggio Guido, la cui saggezza è superata solo dalla sua statura, insomma dopo tutto, mi sono infilata nella mia Micra testarossa per tornare a casa. Via Teulada era avvolta nella nebbia, risalendo Monte Mario guardavo Roma ai miei piedi e piano piano, salendo salendo ne scoprivo i palazzi e i suoi profili eterni. Arrivata nella via stratta stretta in cui sono cresciuta, tempestata di edera e scalinate eleganti, davanti al mio palazzo Melrose Place, gli uccellini già festeggiavano l'alba. Era troppo presto, ma loro se la annunciavano. Casa mia, questa è casa mia. E il mio pensiero volava oltreoceano, andata e ritorno in pochi secondi. Anche quella è casa e ancora è sera, mentre qui, qui non resta che dormire. Appoggio la testa "divisa" sul cuscino e dormo un sonno tranquillo e pieno di viaggi da questo mondo all'altro. E' bello avere due universi cui appartenere, è bello pensare di avere due case e non volerne abbandonare neanche una.

Instabile e felice.

ag

postato da: stellabianca78 alle ore 09:30 | link | commenti
categorie: qualcosa di personale, new york - roma a/r
mercoledì, 21 febbraio 2007

Professionista!!!

Promemoria per me stessa...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un grazie a tutti quelli che mi hanno supportato e soprattutto sopportato.

ag
postato da: stellabianca78 alle ore 18:35 | link | commenti (3)
categorie: giornalismo che passione
mercoledì, 14 febbraio 2007

Fuori nevica. Si avvicina minacciosa la tempesta di ghiaccio che ha gia' travolto parte del Paese, compresa la martoriata New Orleans.
Accoccolata al calduccio sul mio divano, ascolto la colonna sonora di questo ultimo periodo newyorkese, Ennio Morricone e la sua musica da tempo filmico che scandisce questi giorni diversi da tutti i precedenti, che tornano a stimolare la mia immaginazione e la mia voglia di fare nonostante il gelo che paralizza la faccia e congela gli occhi.

Linea diretta NY-DC. Feeling perfetto tra due persone che non fanno altro che avvicinarsi e respingersi da quando si conoscono. E' strano ma eccitante pensare che esistano affinita' cosi' imperfette e perfino impervie. Il telefono si annulla sciogliendo le distanze. Cosi' come si annullano quelle tra me e l'Italia quando sento chi pronuncia il mio nome e mi rassicura. Dopo tante discussioni sulla lontananza che cambia tutto e mette in candeggina le amicizie, e' dolce quella voce, e le sue parole sono zucchero a velo sulla mia nostalgia delicata. E poi c'e' chi, pur nel nervosismo pre-trasferta e soprattutto pre-esame, mi strappa un sorriso con la sua penna affilata e lo sguardo vigile di chi ti vuole bene e ti segue ovunque sei.


Brooklyn e' cosi' quieta in queste notti d'inverno. Quando esco dalla redazione e Manhattan corre forsennata, mi piace pensare  di rintanarmi in questo mio angolo di tranquillita' che solo ora inizio a scoprire. Adesso che le mie passioni contrastate si sono attenuate, che comincio a respirare dopo l'apnea, che inizio a camminare dritta per la mia strada senza bisogno di appoggi. Esco dalla caverna ed esploro il mondo che mi circonda e che fino a ora ho ignorato.
 
L'ho fatto anche domenica. Una mattina di cielo terso. Le famiglie che camminano con i passeggini. Le mille lingue di questo quartiere sconfinato che cambiano e si mescolano nelle zone di passaggio da un'etnia all'altra. Cambiano le insegne e gli odori, i prodotti nei deli cinesi, koreani, polacchi, iddish e messicani... Mondi da scoprire che si mescolano ma non si confondono.

E' tutto cosi' cool e ora mi godo questo momento di sospensione incosciente dalla realta'. Fuori gela, qui dentro c'e' posto solo per il gattone nero di Rodrigo, le galletas di Catalina e per i miei pensieri tinti di arancione, giallo e rosso.

ag
postato da: stellabianca78 alle ore 04:10 | link | commenti (1)
categorie: qualcosa di personale, new york
lunedì, 12 febbraio 2007

La traversata

Smobilitazione? Non ancora.
Si', e' vero, sto facendo il count down alla rovescia per la prima volta. Da New York aspetto Roma. Di solito e' il contrario e la mia ossessione e' sempre stata quella di lasciarmi l'Italia alle spalle per le luci del parco giochi piu' grande del mondo, la mia adorata New York.
Eppure, nonostante la gioia del rientro e sorprattutto l'ansia di riabbracciare chi non mi ha mai lasciato neanche con l'Oceano di mezzo, sono tranquilla. Lo studio, il lavoro, il tempo libero e le persone qui... Non so dire. Ma mi sento libera e in certi momenti leggera leggera me ne resto in disparte sul mio divano blu di Brooklyn che affaccia sul giardinetto del retro a osseravare la mia vita scorrere. E mi sento serena, credo di poter sopravvivere anche lontana dalle mie origini, lontana dalle complicazioni di casa. E' strano, e' molto newyorkese, e' spaventoso e in alcuni momenti penso davvero di aver perso il senso della realta'. E' come se vedessi avvererarsi le "profezie" di chi mi diceva "diventerai come gli altri. Tutti in questa citta' si distaccano". Ma io ho sempre pensato di non volerlo. Ora pero' mi serve per sopravvivere. Devo essere distaccata, altrimenti a ogni crisi prenderei un aereo e a ogni attimo di nostalgia mi sentirei persa. E invece galleggio sul mare dei miei pensieri e delle mie solitudini, dei momenti di gioia e di spensieratezza. Sono a bordo del mio divano blu e guardo il mare sotto di me e il cielo ritagliato dai bordi dell'oblo'. In questa vita fatta di sirene, marinai e mostri marini io resto sul mio sughero e vago tra le onde del destino, di questa esistenza che mi sono ritagliata giusta giusta per me. Mi piacciono le piccole avventure quotidiane e a volte abbandono la bussola e mi lascio trasportare. Fuori e' pieno di squali, ma a volte si lasciano ammaestrare. Pero', non significa che siano meno squali. E questo me lo ripeto in continuazione negli ultimi tempi, tanto che ho finito per non lasciar avvicinare neanche i delfini. Ho paura che mordano.
...Parole sconclusionate? Si'. Deve essermi entrata un po' d'acqua nella testa, oppure sono solo le mie sensazioni che scorrono e che neanche con la scrittura riesco piu' a riordinare...
Ma va bene cosi' e presto saro' su un aereo che prendero' incosciente e felice per poi tornare qui, a alleggiare verso una meta che ancora non conosco ma che non mette piu' paura.

Intanto coloro il mondo di rosso e mi piace poter scegliere ogni sera tra il burlesque e la musica classica, il cinema e la cioccolateria, gli hamburger e il pasta day nella mia casetta nell'enclave polacca della Brooklyn ebrea. La prossima impresa? Jenufa all'opera. Drammone cecoslovacco d'altritempi ma sempre attuale. Lei ama lui e lui la mette incinta per poi abbandonarla. Il fratello buono del fidanzato inaffidabile si innamora della ragazza rovinata, ma lei lo respinge e lui impazzito d'amore le sfregia il volto. La matrigna di lei, nel disperato e perfidissimo tentativo di lavare l'onta e nascondere il misfatto, uccide il neonato della ragazza. La addormenta e le dice che il bambino e' morto mentre lei era in coma. Senza piu' lacrime ne' speranza, Jenufa accetta di sposare il fratello sfreggiatore dell'uomo che l'ha rovinata. Ma prima del lieto fine, la tragedia. Al matrimonio viene fuori tutta la storia di morte e vilta', la matrigna ammette di aver annegato il bambino nelle acque gelide e tutti sono scioccati. Poi la vita riprende e Jenufa, ormai innamorata del futuro marito, ex sfreggiatore, decide di ricominciare a sperare. Per chi avesse difficolta' a capirla consiglio di sfogliare la cronaca nera in un qualsiasi giorno di ordinaria follia.

ag
postato da: stellabianca78 alle ore 05:42 | link | commenti (1)
categorie: new york
giovedì, 08 febbraio 2007

Sono viva!

Qualche annotazione dal taccuino dei miei pensieri confusi...

Ieri sera concerto di pianoforte. Stefano Bollani, pianista jazz. Dopo una giornata nera in cui sono stata bollata come "bipolare", "lunatica", pazza e sfuggente, ci voleva proprio un po' di musica per farmi tornare tra i vivi.

Una passeggiata nel campus della Columbia University, tra i ricordi di un periodo che sembra lontano anni luce e invece e' solo la fotografia di qualche mese fa freezata a meno dieci gradi, la temperatura media a New York in questi giorni.

Mentre camminavo per i viali, tra una chiacchiera e una risata, mentre le dita mi si congelavano, il pensiero tornava a fluire e le emozioni facevano capolino. Ho la mente e il cuore paralizzati in questo periodo, come se quello che mi succede scorre in una vita parallela alla mia.

Stefano Bollani NYC

Poi quella musica, la gioia scanzonata del pianista giovane e sorridente, non uno di quei musi-lunghi da musica classica un po' depressi e secchioni.

Silenzio, musica, jazz e applausi.

Si puo' leggere l'animo di una persona dalla sua musica? Questa domanda mi ronzava in testa assieme ai bemolle e ai diesis. Non lo so, so solo che alla fine del concerto ho chiesto al pianista di venire a cena con la mia cricca di amici. In fila tra i suoi fans, senza il suo nuovissimo cd da autografo, mi sono presentata e gli ho detto "Vieni a cena con noi!" Lui mi ha guardato un po' sbalordito, poi ci siamo messi a ridere e ha gentilmente glissato... Lo so, l'ho un po' spaventato, ma che importa?!

 Altre emozioni...

Babel. Nella sera piu' fredda dell'anno, io e il mio coinquilino Rodrigo ci siamo spinti oltre il limite della resistenza umana. Abbiamo varcato la porta della nostra casetta di Brooklyn per andare al cinema. Viaggetto a Chelsea per vedere uno dei film piu' tristi e colorati degli ultimi tempi. Bello il film, con qualche eccesso di stereotipizzazione sui messicani, perdonabile a un regista messicano come Inarritu. La fotografia e' eccellente e Rodrigo piangeva come un bambino davanti a Bambi. Emozioni. Forse per questo il film mi ha colpito, mentre ad altri non e' piaciuto. Io ne avevo bisogno.

Pastrami e apple crumble nel deli di Woody Allen. Che delizia! Abbimo festeggiato l'assunzione di Daniel con una cenetta ebreo-americana servita da una cameriera nera di Brooklyn. I suoi occhi stanchi, la faccia imbronciata, i modi rudi. Poi ci siamo incontrate nel sottoscala. "Non posso piu' aspettare - mi ha confidato - ho un lungo viaggio verso casa e fuori si muore di freddo". ...Anche io vivo a Brooklyn e casetta mi aspetta. New York non dorme e io la attraverso come un'ombra.

ag

postato da: stellabianca78 alle ore 00:23 | link | commenti (2)
categorie: qualcosa di personale, new york

Chi sono

Blogger: stellabianca78
Viaggiatrice irrequieta e giornalista. Mi piace raccontare delle cose e delle persone. Per farlo mi affido alle mie sensazioni. I cinque sensi: odori, sapori, rumori e armonie, superfici e sguardi. Roma e New York. La mia vita si svolge a queste latitudini, tra crisi da jet leg e sbalzi di "temperatura"...

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