sabato, 30 settembre 2006

Bianco e nero

Siamo persone spezzate. Divise. Frantumate da mille pensieri, emozioni, scelte.

Siamo la generazione che non deve chiedere mai. Siamo privilegiati e insoddisfatti. Abbiamo sempre qualcosa che non torna. Fin da bambini ci hanno fatto credere che la vita è facile, che "volere è potere", che basta schioccare le dita e tutto è alla nostra portata.

Ma quando mi guardo intorno, quando parlo con A., I., L., F., G., sento quel vuoto che ci coglie tutti. La nostra pienezza non ci riempie più. Le possibilità di scelta sono infinite, ma noi abbiamo strade obbligate dalla nostra chiusura mentale e dal bagaglio troppo pesante che ci hanno caricato sulle spalle.

"Sei il migliore e vincerai. Sei il più bello e non passerai inosservato. Sei il più preparato e non puoi fallire. Aspira sempre al meglio. Puoi fare di più. Ti meriti tutto il bene del mondo".

No, non è così! Non lasciamoci incantare dalle belle parole e dalla faciloneria di chi ci vuole sempre all'altezza della situazione. Non è questo a contare!

Ma chi voglio convincere? Forse solo la sottoscritta che mentre scrive e vede comporsi le parole sullo schermo pensa già alla sua vita tra un mese e non fa altro che vivere per raggiungere sempre la "prossima meta". Ma così non si arriva mai...

Se davvero vogliamo prendere lezioni di vita da qualcuno, facciamolo dai bambini. Loro non puntano all'impossibile se non nei sogni, che poi realizzano con pastelli e gessetti. Loro guardano a terra e vedono l'erba, alzano gli occhi e vedono le stelle. Per loro anche uno spazzolone sul tetto delle favelas di Rio è un gioco.

Per te, la felicità era scattare foto meravigliose senza guardare nell'obiettivo della macchinetta in un giorno di sole al Polo Sud.

 

La morte è bianca, la vita, a volte, è nera.

ag

postato da: stellabianca78 alle ore 23:59 | link | commenti (1)
categorie: qualcosa di personale
giovedì, 21 settembre 2006

Nostalgia. Da una foto...

It is with true love as it is with ghosts;
everyone talks about it, but few have seen it.

(La Rochefoucauld)


ag 

postato da: stellabianca78 alle ore 23:31 | link | commenti
categorie: qualcosa di personale, new york
lunedì, 18 settembre 2006

Il rammarico di Ratzinger…

Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che predicava.
 
“Sono rammaricato, non intendevo offendere i credenti musulmani. Quella citazione non rispecchia il mio pensiero ed era solo una piccola parte del mio discorso, che risale al Medio Evo”. E’ infastidito Joseph Ratzinger mentre pronuncia le parole che dovrebbero rappacificare le fedi.
Non si tratta di scuse. Sono parole cesellate nei Palazzi vaticani e che dovrebbero spegnere l’incendio, il secondo partito dall’Italia dopo quello della maglietta anti-islamica dell’onorevole(?) Calderoni. Sì, non è un lapsus, Vaticano=Italia. C’è unanimità tra cristiani e islamici nelle loro versioni estremiste: il Vaticano è Roma, le nostre chiese, le nostre città d’arte, è perfino la morale che guida le scelte dei nostri politici: no all’aborto, no alla fecondazione assistita, abbasso il darwinismo.
 
“Come può un uomo così colto - ha chiesto una studentessa libanese - essere frainteso?”
Perché Ratzinger, in un momento così delicato cita Manuele II Paleologo, un imperatore bizantino del 1400, per parlare di islam e dialogo tra le fedi? E poi dimentica il sangue versato da crociati e missionari che convertirono a suon di spada infedeli e pagani nel Vecchio e nel Nuovo mondo. Dimentica e offende. Fino alla tirata finale.
Fede biblica, pensiero greco e patrimonio di Roma: questo ha creato l’Europa e ne rimane il fondamento.
Ora il premier turco Erdogan dovrà blindare il Paese in vista della prossima visita di Ratzinger “fuori confine europeo”…
 
ag
postato da: stellabianca78 alle ore 09:09 | link | commenti (5)
categorie: brainstorming
giovedì, 14 settembre 2006

Le mie ultime prime volte.

Torno a scrivere dopo gli ultimi giorni frenetici. In attesa come in The terminal, rimpinzata di junk food, stordita dalla musica e dalle risate di Barby obese, frullata da un continente all'altro, risucchiata dai pensieri e da mille nostalgie diverse, gioie e dolori, case da trovare e da lasciare, mondi da ripassare e scoprire.
 
In queste settimane di accelerazione ho avuto tante prime volte.
 
La mia prima volta sulla metro di D.C., ossia di Washington, la città dei lobbisti. E' tutto diverso dalla subway infernale e trucida di New York. A D.C. è tutto nuovo e tenuto bene, vagamente futuristico, architettura rifinita, ma poca puzza d'umanità. Sono andata in astinenza e non appena sono arrivata a New York, con tanto di borsoni e valigia mi sono tuffata nei labirinti sotterranei. ...Casa...
La prima volta al Watergate, che sarà anche un palazzone pretenzioso, ma per chi ha visto almeno otto volte Tutti gli uomini del presidente, è un'icona.
 
Primo omaggio alla tomba di J.F.K. nel cimitero di Arlington. Due cose mi hanno colpito: una coppietta di americani che ha insistito per scattarmi una fotoricordo davanti alle lapidi. Lei mi gridava "Cheeese" mentre lui scattava.... E poi la tomba di Bob, Kennedy intendo, mica il vicino di casa di Jack che vive nella casa della prateria. Mentre sulla tomba di famiglia di Jacqueline e John, con la figlioletta brucia la fiamma eterna, Bob se ne sta in disparte, un'anonima croce bianca su di un praticello rinsecchito, davanti una vasca d'acqua stagnante.
 
Una vera Americana non poteva farsi mancare la mitica partita di baseball. Cappello dei Nats (voi eretici, non ditemi che non sapete che si tratta della squadra di Washington?!), hot dog e birrozzo. La "nostra" squadra ha vinto e non chiedetemi altro...
 
Il mio primo sushi bar. ...Che dire, sono sopravvissuta. E questo basta!
 
La più clamorosa restano però i miei primi pop corn al cinema... Da qui ho cominciato a sospettare della mia integrità. Ho sempre detestato quelli che ciancicavano per l'intera durata del film... ma anche io ci sono cascata. "Pop corn giganti e Coca grande, please". Vabbè, avevo tanta, tanta fame... E poi ne ho mangiati pochi pochi, il mio accompagnatore si è sacrificato perchè io non dovessi fare troppi conti con la mia coscienza intransigente!
ag
postato da: stellabianca78 alle ore 23:24 | link | commenti (1)
categorie: new york
lunedì, 11 settembre 2006

Il mio vuoto... Il vuoto degli altri...

Per un amico newyorkese...

Come you ladies and you gentlemen, a-listen to my song.
Sing it to you right, but you might think it's wrong.
Just a little glimpse of a story I'll tell
"Bout an East Coast city that you all know well.
It's hard times in the city,
Livin' down in New York town.

Old New York City is a friendly old town,
From Washington Heights to Harlem on down.
There's a-mighty many people all millin' all around,
They'll kick you when you're up and knock you when you're down.
It's hard times in the city,
Livin' down in New York town.

It's a mighty long ways from the Golden Gate
To Rockefeller Plaza n' the Empire State.
Mister Rockefeller sets up as high as a bird,
Old Mister Empire never says a word.
It's hard times from the country,
Livin' down in New York town.

Well, it's up in the mornin' tryin' to find a job of work.
Stand in one place till your feet begin to hurt.
If you got a lot o' money you can make yourself merry,
If you only got a nickel, it's the Staten Island Ferry.
And it's hard times in the city,
Livin' down in New York town.

Mister Hudson come a-sailin' down the stream
And old Mister Minuet paid for his dream.
Bought your city on a one-way track,
'F I had my way I'd sell it right back.
And it's hard times in the city,
Livin' down in New York town.

I'll take all the smog in Cal-i-for-ne-ay,
'N' every bit of dust in the Oklahoma plains,
'N' the dirt in the caves of the Rocky Mountain mines.
It's all much cleaner than the New York kind.
And it's hard times in the city,
Livin' down in New York town.

So all you newsy people, spread the news around,
You c'n listen to m' story, listen to m' song.
You c'n step on my name, you c'n try 'n' get me beat,
When I leave New York, I'll be standin' on my feet.
And it's hard times in the city,
Livin' down in New York town.

HARD TIMES IN NEW YORK TOWN, Bob Dylan 

ag

postato da: stellabianca78 alle ore 15:25 | link | commenti (1)
categorie: new york
martedì, 05 settembre 2006

Alla resa dei conti

Languida New York. Inattesa, la pioggia e' tornata a farle da specchio. Come una serva si poggia a terra per riflettere la bellezza tagliente e crudele delle sue mille lucciole.

Io faccio addizioni e sottrazioni. Il bilancio? A volte torna a volte no...

Lavoro, investimenti in affetti finiti e appena iniziati. La scoperta di una persona, diversa, sorprendente, complicata. La perdita di altre. Momenti di solitudine e mal di stomaco, momenti di felicita' e soddisfazione.

New York, il mio mood, la mia smania e Lei nella sua irrequieta staticita'.

ag

postato da: stellabianca78 alle ore 21:19 | link | commenti (1)
categorie: qualcosa di personale, new york
domenica, 03 settembre 2006

Ricordo di te

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 ag

postato da: stellabianca78 alle ore 00:49 | link | commenti
categorie: qualcosa di personale
sabato, 02 settembre 2006

FINALMENTE A CASA...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ag

postato da: stellabianca78 alle ore 01:29 | link | commenti (7)
categorie: new york

Chi sono

Blogger: stellabianca78
Viaggiatrice irrequieta e giornalista. Mi piace raccontare delle cose e delle persone. Per farlo mi affido alle mie sensazioni. I cinque sensi: odori, sapori, rumori e armonie, superfici e sguardi. Roma e New York. La mia vita si svolge a queste latitudini, tra crisi da jet leg e sbalzi di "temperatura"...

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