giovedì, 24 agosto 2006

Verso casa...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perchè proprio ora sento questa canzone che rattrista le mie stanze?

ag

postato da: stellabianca78 alle ore 11:16 | link | commenti
categorie: qualcosa di personale, viaggi mon amour
martedì, 22 agosto 2006

LA CASA DEL VIAGGIATORE

Un viaggio è tale perchè c'è una partenza e un ritorno.
Nella prima salutiamo le persone della nostra vita quotidiana per andare incontro alla novità; nel secondo lasciamo luoghi e persone a cui ci siamo affezionati per tornare a luoghi e persone familiari.
Viaggiare è qualcosa di speciale: significa fare esperienze, aprire la propria mente, conoscere, crescere, poter essere una persona diversa ogni giorno, avere ricordi a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà...
 
Torno a casa: non posso essere triste perchè riabbraccio le persone più importanti per me (e quando sei lontana capisci chi sono... perchè le altre diventano immagini sfocate)... ma appena mi fermo a pensare sono malinconica. Cerco di dormire nonostante soffra un pò il jet lag... non vedo più il crysler e le luci della città; devo ricominciare la mia vita normale, quella in cui purtroppo non riesco a svegliarmi ogni mattina con il sorriso.
Comunque ho imparato che sentirsi a casa non significa solo essere nei luoghi della propria infanzia, perchè quelli ognuno di noi se li porta dentro, e non è solo vivere in una casa accogliente, in una città che amiamo... sono le persone che ci fanno sentire a casa... e se queste persone non possiamo più averle tutte insieme, non significa che non vivranno più con noi, ma che avremo 2, 3, 4 "case"...
 
Francesca
*******************************
 
Il viaggio è un esperienza fuori dal tempo. Lag significa rallentamento, ritardo. Jet lag è lo sfasamento orario dovuto a uno spostamento nello spazio che non rispetta le scadenze temporali. Con un jet ci si può spostare senza tenere conto della notte e del giorno. Si va incontro all'alba e ci si allontana dal tramonto.
 
Il viaggio è uno spazio sospeso che in pochissimo tempo diventa familiare. Basta scendere dal treno a poche ore dalla stazione di partenza e pare di essere in una dimensione parallela che dopo poco diventa la nostra vita, la nostra casa lontano da casa.
 
Esattamente come la casa, che è una sola ma tante. Così anche le persone che viaggiano. Sono sempre loro, ma risentono del fuso orario e si trasformano per le cose che vedono e si imprimono nel loro sguardo. I viaggiatori sono malinconici, c'è sempre qualcosa che hanno lasciato indietro... I viaggiatori si portano dentro la voglia di tornare e poi quando tornano vorrebbero ripartire. Sono deserto e neve, sono nuvole e sole. In loro convivono ricordi in contrasto, storie di vita e di attimi vissuti talmente distanti che paiono i bagagli di persone diverse. Il viaggiatore non sa scegliere una sola valigia, se le porta tutte. Come una condanna, è destinato al caos triste e straordinario di una vita piena e disarticolata. Un continuo jet lag ...
 
Poi, in certi momenti, tutto si ricompone e l'armonia è perfetta. Le persone importanti, i sentimenti profondi... quelli veri. Il viaggiatore è a casa.
 
 Alessia
postato da: stellabianca78 alle ore 10:41 | link | commenti (1)
categorie: qualcosa di personale, new york - roma a/r
giovedì, 17 agosto 2006

...LA VALIGIA APERTA

Ferragosto a New York
oggi é ferragosto ma me ne sono accorta solo per gli auguri che mi arrivano dall'Italia... qui é un giorno come tanti, ma io sono diversa dal solito. é una giornata piovosa, mi sento trascinata per le vie del centro, faccio l'ultimo shopping... ma i miei pensieri giá mi tirano oltre oceano... sono un po' malinconica... non voglio salutare questa cittá e non voglio veder finire le mie vacanze... molti pensano che ci si renda conto delle esperienze belle quando sono finite e ne sentiamo la mancanza; bhé... io in questi giorni sapevo di stare benissimo, mi sono goduta attimo per attimo questo viaggio... e so che mi mancherá ogni momento delle giornate newyorkesi.

sono circondata da valigie che non riusciremo mai a chiudere... guardo questo appartamento e giá ne sento la nostalgia...

Francesca
 
Roma Notte d'agosto
Leggo le tue parole, così intense, e sento un vuoto dentro. Quelle sensazioni le ho provate più di una volta. Ho abbandonato casa, ho lasciato New York... Ho cercato con tutte le mie forze di fissare nella mente gesti, parole, luoghi e volti mentre chiudevo le valige. Ma le valige, come succede anche a te sorellina, non si chiudono mai bene. Resta sempre qualcosa fuori, è quello che si è accumulato in più rispetto alla partenza... E' l'indelebile carico del vissuto. Sono i momenti che ci sono entrati sotto la pelle. Quelli che tu, come me vivi con tutta te stessa, godendo di ogni attimo perchè è unico e non torna. Ce lo hanno insegnato due persone speciali. Ed è per questo che la nostra casa è in ogni posto e in nessuno. Il nostro rifugio sono loro e i nostri amori "pieni di vita".
Ti aspetto...
Alessia
P.S. Ricchi premi e cotillon per chi indovina in che aeroporto del mondo si trova questa scultura di valige...
postato da: stellabianca78 alle ore 01:25 | link | commenti (2)
categorie: qualcosa di personale, new york - roma a/r
mercoledì, 16 agosto 2006

DEL MARE E DELL'OCEANO...

New York 14 agosto
45 minuti di metro e sono a coney island: é lunedi ma comunque la gente affluisce numerosa... dicono che nel weekend sia un delirio!!!
L'acqua non é bellissima e sfioro anche una piccola jelly fish (da queste parti ce ne sono parecchie) ma l'oceano ha sempre il suo fascino... una distesa di spiaggia enorme e niente all'orizzonte... non c'é nient'altro che faccia rilassare e riflettere allo stesso tempo in questo modo.

torniamo nel traffico di manhattan: sono vestita da mare eppure non mi sento a disagio: sono solo una delle tante e diverse persone, alcune piú stravaganti di altre, che popolano il centro. é strano come di questi tempi qui convivano integrazione e discriminazione, gentilezza e paura...
Francesca
 
 
Ferragosto a Roma
Lavoro, lavoro, lavoro. E io sono sempre più stanca. Appena fuggita dal bunker mi infilo in macchina e corro verso il mare. Attraverso Roma in sette minuti, con la musica nelle orecchie e il gr che gira nello stereo. Ho imparato da poco ad amarla. La Radio. I suoi ritmi, i gesti concitati della diretta, lo speaker con la voce calda e le facce attraverso il vetro della cabina. ON AIR  
Finalmente vedo il mare all'orizzonte. E' blu e argento. Brilla, e io mi illumino. E' vero, sorellina, non c'è niente di più rilassante e malinconico... 
Alessia
postato da: stellabianca78 alle ore 12:32 | link | commenti
categorie: qualcosa di personale, new york - roma a/r
martedì, 15 agosto 2006

SPAZI APERTI

New York 14 agosto
 
dopo un lauto pranzo a base di pancakes al park café, ci avviamo al ponte di brooklyn: lo guardiamo da sopra, sotto, di lato, con il sole, al tramonto, di notte... mi affascina troppo, per non parlare della splendida vista di manhattan... non sarei piú voluta andar via.

é ora di rincamminarci per arrivare alla metro che purtroppo non é vicina: cammino ma continuo a voltarmi indietro per dare un ultimo sguardo rubato a quel panorama incredibile...
 
Francesca
 
 
Roma 13 agosto
 
Al mare sulle due ruote. Senso di libertà e freddo sulla pelle. Il mare mosso mi fa venire la nostalgia. Nostalgia di cose da bambini, di emozioni passate, di tante estati fa, quando trascorrevo le mie giornate tra spiaggia e aeroporti in qualche posto esotico. Adesso è solo un ricordo e la sabbia sotto i piedi è un istante che fugge. Il vestito bianco si agita al vento. Ho i brividi sulla pelle. Roma, da lontano è un enorme polmone d'acciaio. Mette paura. Sento una strana sensazione di soffocamento. Ma poi la serata è molle e mi addormento leggendo di orizzonti lontani. Presto di nuovo in viaggio...
 
Alessia
postato da: stellabianca78 alle ore 07:58 | link | commenti
categorie: qualcosa di personale, new york - roma a/r
domenica, 13 agosto 2006

VERSO CASA

New York 12 agosto Ore 8:30 p.m.
 
Oggi sono stata a Philadelphia.... cominciamo dal viaggio:
suona la sveglia, cosa a cui non sono abituata qui, di corsa usciamo e saltiamo sulla subway. eccoci a chinatown: cerchiamo il pullman, una cinese ci urla qualcosa di incomprensibile e ci mette in mano due biglietti... tutta la linea di autobus é gestita da cinesi e noi siamo gli unici europei su questo economico, orientale e confortevole bus. c'é traffico, ma alla fine approdiamo alla chinatown di philadelphia.
visitiamo la congress e l'índipendence hall, fotografiamo la liberty bell dopo essere stati perquisiti a dovere... non sono grandiosi ma nell'aria si respira tutta l'importanza solenne che gli americani gli attribuiscono.
andiamo in giro: é una cittá con palazzi carini e molto curati, piena di aree verdi, di fiori colorati, pulitissima, molto tranquilla se non per una famiglia nera che ha messo su un complesso nella via centrale.
una giornata spensierata da turisti... visto che rientrando a new york mi dico é ora di tornare a casa! 
Francesca

 
Roma 12 agosto Ore 2:00 a.m.
 
Serata ballerina. Sotto le stelle della città trasformata in museo. Intorno tutto tace, ma sui tetti si balla. I ragazzi sono in giro e l'atmosfera è contagiosa. Sono pensierosa, ma dopo qualche movimento goffo tra la gente che si scatena, mi lascio andare. Due amiche "very power", come direbbe la bionda, e la serata prende quota. Per qualche istante dimentico tutto e la musica mi entra dentro, assieme all'aria fresca di Roma. Poi vado indietro con la mente. Finisco nell'East Village. Tanti mesi fa, o forse troppo pochi... Cena malese o vietnamita - non ricordo - nell'Upper East Side e poi corsa in taxi verso i locali della notte, a scatenarsi fino alle prime luci dell'alba. Un'atmosfera surreale avvolgeva la Fifth Avenue, mentre con il mio accompagnatore tornAvo verso casetta. 
Penso a tutto questo e sono assente, poi mi accorgo dell'ora. Come quella notte ...Eh sì..., è proprio ora di tornare a casa! 
Alessia
 
postato da: stellabianca78 alle ore 22:07 | link | commenti
categorie: qualcosa di personale, new york - roma a/r
sabato, 12 agosto 2006

A PASSEGGIO NEL CAMPUS...

New York 11 agosto
oggi ho pranzato come una studentessa della Columbia University su uno degli  splendidi prati che la rendono cosí piacevole...
poi mi sono addentrata in Harlem, ma non quella per turisti... la vera Harlem: una volta quartiere nero per eccellenza, oggi é occupata sí da neri, ma soprattutto da ispanici, sudamericani, cubani... non provano neanche a parlare in inglese, la lingua ufficiale é lo spagnolo.
Tranne qualcuno che ci squadra visto che siamo davvero gli unici turisti, per il resto non ho avvertito nessuna sensazione di pericolo... harlem é un quartiere in pieno sviluppo.
 
Francesca
 
 
Roma 11 agosto
Era notte fonda e nel campus della Columbia la vita scorreva come se il giorno non fosse mai finito. Studenti solitari e coppie di giovani che passeggiavano per i viali. Gli alloggi sembravano nidi provvisori. Le scalette d'accesso alle costruzioni. Mattoni rossi e cemento, le rifiniture fasulle tinte di bianco. ...Poi, d'improvviso arriva l'alba. Devo scappare. Uscita dal portoncino di legno, tutto pare sospeso. La Columbia dorme. Mi assale l'odore del caffè bruciato nei bicchieroni termici e delle terribili cinnamon rolls, le ciambelle alla cannella. Un bicchierone di caffè nero anche per me. Mi tuffo nella metropolitana assieme ai neri che "calano" da Harlem per andare a lavorare nel distretto finanziario. Li immagino che salutano con un bacio sulla fronte i figli che ancora sonnecchiano. Colazione nel sacchetto di carta riciclata e via. Una nuova giornata nei sotterranei di un grattacielo o a pulire i vetri, sospesi su di un'impalcatura traballante. Pochi dollari e tanta fatica solo per tornare a casa la sera.
...New York respira e io con lei.
 
Alessia
postato da: stellabianca78 alle ore 10:16 | link | commenti
categorie: qualcosa di personale, new york - roma a/r
venerdì, 11 agosto 2006

DIARIO PER DUE

New York 10 agosto

la vista di new york dall'alto al tramonto e poi di notte rimane una delle esperienze piú incredibili che ci siano: non importa quante volte l'ho giá vista, importa quante volte avró ancora la fortuna di vederla...

Francesca

Roma 10 agosto

Il mondo occidentale è paralizzato da 24 possibili attentatori. Sul fronte orientale, sui tanti fronti orientali, compresi quelli di casa nostra e dei nostri ghetti, si muore di bombe, rancore e falsi credo.

Serata di vino e parole. E New York fa ancora irruzione nella mia vita. Soprattutto se la persona più insospettabile ne parla con me. Guarda nei miei occhi e vede quello skyline ferito, eppure ancora intatto.

Alessia

postato da: stellabianca78 alle ore 10:45 | link | commenti
categorie: qualcosa di personale, new york - roma a/r
giovedì, 10 agosto 2006

A QUATTR'OCCHI SUL MONDO

New York 9 agosto 10:00 p.m.

é sempre lei: l'ho visitata tante volte, l'ho fotografata da ogni lato... eppure, ogni volta che vado alla statua della libertá, non posso fare a meno di scrutarla con attenzione come se fosse la prima volta... é una giornata piena di sole... procediamo con spensieratezza.
Ad ellis island affiorano pensieri diversi: un`immigrato, di qualunque nazionalitá, religione, in qualunque periodo storico, diretto verso qualunque paese, é sempre una persona che abbandona gli affetti, che rischia spesso addirittura la vita per affrontare un futuro incerto, in un paese che probabilmente lo sfrutterá e in cui verrá trattato quasi come un criminale...
dal pier 17 ci godiamo la prima vista del ponte di brooklyn: mi piace moltissimo e cambia a seconda delle persone che lo condividono con me... mi viene subito in mente quella foto fatta insieme, solo io e te, al tramonto, prima di ripartire...
Francesca
 
 
Roma 9 agosto 15:30 p.m.
...Quella foto mi ha accompagnato per tanto tempo. Al mio ritorno dagli Stati Uniti ero confusa, sentivo la nostalgia corrodermi dentro. Un'immagine che mi accoglieva ogni mattina, che ci fosse il sole, sempre poco a Urbino, o la neve. Accendevo il mio computer, in fondo alla stanza, e mi sentivo al calduccio. Un posto familiare, i volti di due ragazze sorridenti. Che bello quel pomeriggio di corsa fino al fiume e ritorno. Noi due che scappiamo per farci le ultime foto. Da sole, bianco e nero, seppiate. Il colore non serviva, era nei nostri sorrisi, nella spensieratezza dei nostri occhi. E' una sensazione irripetibile, di chi trova casa in ogni posto, senza sentirsi a casa in nessuno. Il nostro rifugio, sorellina, ce lo costruiamo da sole. E' fatto di ricordi, odori, sensazioni e persone.
 
Se passi la vita a trasferirti da un posto all'altro, sulla cartina non troverai da dove vieni. Tutti i luoghi dove hai vissuto non sono che questo: luoghi. Tu non vieni da nessuno di quei luoghi; vieni da una serie di eventi. E quelli sono cartografati nella memoria. Eventi fortuiti, incerti, senza il copriletto di un luogo ad attutire la consapevolezza di quento siamo inverosimili. Quasi non nati in ogni nuova fase. Senza un luogo, gli eventi capitombolano lentamente attraverso il tempo e diventano le tue radici. Le storie si confondono tra loro perdendo i contorni.
Racconta la storia, riunisci gli eventi, ripetili. La trama si basa sulla manutenzione. Altrimenti l'ordito si disfa ritrasformandosi nei fili raccolti dagli uccelli per fare il nido. Ripeti, e rinforza i tuoi pezzi, o gli eventi si spargeranno come biglie su un pavimento di legno.
Come vola il corvo
Ann-Marie Macdonald
Alessia
postato da: stellabianca78 alle ore 09:55 | link | commenti
categorie: qualcosa di personale, new york - roma a/r
mercoledì, 09 agosto 2006

NOTTURNO... CON VISTA DOPPIA

New York ...Effetto notte
 
usciamo dalla metro: é notte eppure le luci di times square illuminano quasi a giorno... c'é un fiume di gente che ci trascina con sé... tutti scattano la foto standard, una delle immagini piú famose del mondo.
é una piazza enorme completamente ricoperta di cartelloni pubblicitari animati: se ci penso mi dico che é un'esagerazione, che un cartellone non abbellisce una cittá, anzi... eppure lí in mezzo mi sentivo tirata al centro del mondo!
Francesca
 
Roma ...Notte cobalto
 
Giornata strana. Sveglia all'alba, siesta pomeridiana. Il cielo è affollato di nuvole, come la mia testa. Leggo qualche riga. L'ultimo libro finito è stato sulla metro di New York. Imprigionata dentro un vagone non avevo altro da fare che immergermi nella lettura. Adesso, a ogni riga mi deconcentro. Mi passano per la testa duemila cose, persone e decisioni in standby. Ma siccome sono per le imprese impossibili, mi sono scelta un tomo da mille pagine, storie di viaggi e ricerca d'identità tra l'Europa e l'America.
Ho gli occhi pesanti e crollo dal sonno, libro a copertina e telecomando in una mano. Mi pare di aver dormito per ore, invece mi accorgo dopo la telefonata che sono passati solo venticinque minuti. Quando riprendo le forze è ora di uscire. 
Roma è struggente. Il cielo, incorniciato dal profilo di una piazzetta di Trastevere accanto all'isola Tiberina, è blu cobalto striato di viola. Le stelle sono lucciole. C'è luna piena. Questa settimana l'ho vista crescere e oggi finalmente è matura.
A Roma, la luna ti segue sempre. In ogni scorcio lei si affaccia. Nessuno guarda il Tevere. Gli abitanti e i turisti devono sporgersi dalle altissime sponde per vederlo. Possono passare dei mesi e il fiume che taglia la città eterna resta assente. Ma la luna, quella c'è sempre, tra i rami dei platani e sopra il Colosseo, dalle ville e sulle scalinate.
Tutto il contrario di Firenze, dove l'Arno assedia le case e consuma i portoni. La piena sempre in agguato, tiene i fiorentini sospesi sull'acqua, mentre i romani si bagnano nel cielo e i monumenti sembrano scendere dall'alto come stalattiti.
A New York nè fiume nè luna. Da lontano, solo luci. Quelle dei grattacieli, dei taxi gialli e delle lanterne cinesi. Il fiume, anche quello è una scia di luce riflessa. L'acqua non è acqua ma lo specchio dei grattacieli e dei moli abbarbicati su di un'esile lingua di terra.
 
Alessia
postato da: stellabianca78 alle ore 14:38 | link | commenti
categorie: qualcosa di personale, new york - roma a/r

Chi sono

Blogger: stellabianca78
Viaggiatrice irrequieta e giornalista. Mi piace raccontare delle cose e delle persone. Per farlo mi affido alle mie sensazioni. I cinque sensi: odori, sapori, rumori e armonie, superfici e sguardi. Roma e New York. La mia vita si svolge a queste latitudini, tra crisi da jet leg e sbalzi di "temperatura"...

Commenti recenti

utente anonimo in Appunti russi
utente anonimo in FINALMENTE A CASA...
Alexdam in Ricostruzioni
utente anonimo in FINALMENTE A CASA...
utente anonimo in Ricostruzioni
utente anonimo in Clandestini d'Americ...
utente anonimo in A spasso per il Cana...

Archivio

oggi
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---

Categorie

brainstorming
cile
esteri
giornalismo che passione
il ducato
new york
new york - roma a/r
politica
qualcosa di personale
viaggi mon amour

Links

Alex blog
All'ombra del sole
Attivissimo
Benny on the blog
Blog dei reporter
Blog di Beppe Grillo
Blog di Pino Scaccia
BlogCritics
Bread&roses
Carrie corner...
Catalina's picture
Concita canadese
Cost of war
Count down woman
Face of tomorrow
Famolo strano!!!
Forum dei giornalisti del Ducato/blog di a.sg.
Global Agenda
Haramlik
Human Rights Watch
IFG
Il NettUrbino
Il programma che mi è rimasto nel cuore
Iraq body count
Krazny on the blog
La metà perfetta
Lù on the blog
Le mie foto
Le parole del Berlusca
Leon
Lore on the blog
Luca da Benevento a Pechino...
Music shop!!!
My web site
New York pictures
Newyorker
Nextmedia_blog
No war in Iran
Primamedia - Notizie scelte
Raed's Blog
Reporter associati
Rodrigo's blog
Sempre meglio che lavorare
Stephanie Klein
Stracci di notizie
Travelblog
Tutto il gusto del mondo
Una scuola per i bambini del Kenya
Una scuola per i bambini del Kenya

Partecipano

Le mie foto

www.flickr.com
stella78's photos More of stella78's photos

Bottoni


Contatore

visitato *loading* volte