Arrivederci!!! Ci rivediamo in America!!!
Presto la Gizza sarà nella Grande Mela e vi racconterà le sue avventure d'Oltreoceano.
ag
Ultimo giorno nel bunker dell'informazione di R.
Presto vi racconterò anche questa emozione, ora non ce n'è più...
ag
Mi mancano le parole. Sarà l’emozione, sarà l’adrenalina, o forse solo un pochino di confusione, ma ho difficoltà a scrivere, a mettere nero su bianco quello che mi sta succedendo ultimamente.
Non ricordo un giorno uguale all’altro da due anni a questa parte, ma nelle ultime ore rischio decisamente l’infarto.
Ultime battute alla R, saluti ad amici, parenti, conoscenti... Valige da fare (ho ancora da disfare parte di quelle urbinati!!!) ore di sonno da recuperare e viaggi da pianificare.
Così decido di organizzare una cenetta tranquilla, di fine estate, nel mio giardino. Mi prendo un giorno di paura da R, impartisco ordini a sorella e "aiutanti" volenterosi, spedisco gli inviti, mi attacco al telefono per convincere gli ultimi indecisi a esserci. Poi attendo, o meglio, impiego dalle 3 alle 4 ore per scegliere il vestito adeguato, la posizione giusta per vettovaglie e piante. Monitoro la mia casa "ad alto mantenimento", che significa difficilissima da gestire, e catturo la micia che distrugge tappeti e miagola in continuazione. Credete a chi dice che i gatti sentano le cose in anticipo...., è vero al 100%.
Arrivano i primi ospiti, alcuni li metto anche a lavorare, affinché il mio spirito da tiranna in erba non si affievolisca mai. Arrivano le sorelline sarde, la roscia sempre più esaltata, la mora pronta a tranquillizzarci e dividerci quando ci azzuffiamo. Prime foto e un meraviglioso regalo, uno specchio sole/luna da portare a NY.
Ore 22, arrivano anche i pazzi urbinati. Il mio Krazz, distrutto da una giornata passata ad aspettare le eminenze del servizio pubblico, occhi scuri e profondi, giacchetta rigorosamente a righe. Dome, fantastico Dome, assorto nei suoi pensieri, tra un’infografica e un editoriale. Benny, il truzzo della situazione, camicia bianca, estivo al massimo, appena uscito dagli studi tv. Manca Gianvi, il nostro "gianburrasca" che come al solito si fa desiderare...
Poi arrivano tutti gli altri..., la lucente ragazza "tin" di Next con gli immancabili taralli, il mio Marco preferito vestito da tuareg, Dario che per la serata ha messo la giacca (che onore!!!) e Claudio che reca i doni della combriccola: margherite, gelato alla frutta e vino.
Patrizia invece arriva con la sua divisa made_by_Ethic, colorata e solare, accompagnata da Gius, sul suo mega fuoristrada, da me tamponato ormai un anno fa..., che è sempre meglio ricordare quanto sono casinista!!!
Ore 23, manca ancora lui..., il terribile Gianvi! Ma dove sarà? Krazz mi vieta di mangiare, è irrequieto. Passano 20 minuti, poi suonano alla porta...
E’ qui che mancano le parole e quindi mi affido a chi è più svelto di con la penna e alla tastiera:
"Una sorpresa, una di quelle che non puoi aspettarti. Ci aveva sperato fino alla fine ma poi s'era dovuta arrendere all'evidenza degli orari di lavoro impossibili e a una distanza che segna inesorabile i 600 chilometri. La sua festa per salutare tutti prima della partenza per NY era pronta in ogni minimo dettaglio. E' stato un attimo, cinque minuti al telefono con la Bravi per decidere di prendere armi e bagagli, salire sul primo treno disponibile e partire alla volta della città eterna.
[...]
Quello che accade dopo è un misto di grida, gioia, emozioni, risate isteriche e abbracci...baci, pianti... tutto... perché lei non se l'aspettava proprio. E' radiosa come sempre: capelli più corti, stesso profumo di sempre, un aroma rassicurante che ti fa sentire a casa. Due pietre preziose a posto degli occhi, due perle splendenti che ti sorridono sempre, ti fulminano Presto la stanchezza del viaggio lascia il posto alla soddisfazione per essere riuscito a stupirla di nuovo. Su quella terrazza piena di ogni ben di Dio la serata va avanti con i colleghi romani: si parla, si ride, si scherza...si sta bene.
[...]
...due mesi sono 8 settimane, 60 giorni... passeranno... ci faranno bene... ci stordiranno... ma non ci allontaneranno". (http://lucamoriconi.splinder.com)
Grazie ragazzi, porterò con me i vostri sguardi, li ho fissati nella mia mente l’altra sera e non posso più dimenticarli perché siete la mia piccola-grande famiglia allargata.
ag

ag
Il Papa ai giovani: "Libertà non vuol dire godersi la vita"
Marcello Pera, presidente del Senato italiano: "L'Occidente attraversa una crisi morale. Oggi la cultura diffusa in Occidente è un pericolo per l'Occidente stesso. In Europa si diffonde l'idea relativistica che tutte le culture hanno la stessa dignità etica; si pratica il multiculturalismo come diritto di tutte le comunità, e non importa se genera apartheid, risentimenti e terroristi di seconda generazione"
ag
Foto di cadaveri iracheni in cambio di materiale pornografico. Vi invito a visionare questo forum:
http://www.nowthatsfuckedup.com/bbs/ftopic19094.html
Non ha bisogno di commenti.
ag
Sono giorni particolari. E allora lasciate che dia sfogo alle mie personalissime faccende...
IL VIAGGIO - La vigilia di un viaggio è entusiasmante, come un'onda, che però è sempre seguita dalla risacca. Gioia mista a tristezza, uno stato d'animo che in questa fine d'estate sembra essere in perfetta armonia con il cielo. Tutto sembra plumbeo alla vigilia di una partenza, ma poi d'improvviso dalle nuvole filtrano i raggi del sole e sono così belli da sembrare una rivelazione. Non li avremmo mai notati sotto il sole cocente di una perfetta giornata estiva.
LE TAPPE - In questo ultimo anno non ho fatto altro che spostarmi da una parte all'altra. Prima Roma, che però sembrava un altrove sconosciuto, tanti sono stati i cambiamenti nella mia esistenza. Poi l'itinerario italiano per le scuole di giornalismo: Bologna, Perugia, Urbino... Poi la scelta: Urbino. 7 mesi di nebbia, neve, spazi chiusi, gioie e dolori, scoperte e delusioni. Bilancio positivo, salvifico, azzarderei. Ho conosciuto persone belle, interessanti e complicate che porterò con me nelle mie prossime tappe, altre le lascerò indietro, come quando unaereo decolla e tu senti che in quel posto non tornerai mai più. Bello sì, ma non così tanto da farti desiderare di rimanerci per sempre. Altri invece sono "stanze colorate" dove ritagliarsi un cantuccio dove sentirsi sempre a casa, dove trovare intimità, conforto e alle volte rimproveri. A Roma in certe stanze è comparso un caminetto e un sofà, altre sono diventate celle frigorifere da tenere ben chiuse. Poi le incursioni in Toscana e in Umbria, che per motivi diversi mi hanno scaldato il cuore, come una breve crociera sotto il sole, con il sale che ti abbrustolisce la pelle...
Ora è tempo di ripartire. Prima L'America, poi di nuovo il Montefeltro. Tante tappe in così poco tempo possono confondere, l'importante è avere una casa in ogni porto e saperla portare ovunque.
I RICORDI - Strano, ma preparare le valigie è un rito per me. Mentre scelgo la mascera da indossare per i prossimi giorni, rifletto su quello che mi lascio alle spalle. Per questo, forse, sono più sensibile ai ricordi. Li sento che affollano la mente e ogni giorno che passa si fanno più incalzanti. Ogni cosa che faccio mi porta indietro un frammento del mosaico, tasselli che pensavo di aver rimosso per sempre e che invece sono ancora vivi. Belli, brutti, inutili ricordi. Ma a volte sono ferite aperte che proprio non si rimarginano dopo così tanto tempo e mi obbligano a pormi domande che per mesi ho evitato stordendomi con le troppe tappe del viaggio. Quindi torno indietro, nel motel dove ho dimenticato qualcosa. Un anello sul lavandino, una maglietta sotto il cuscino, una giacca nell'armadio. Mi agito, chiamo, cerco di riparare e ritrovare gli oggetti smarriti. Spesso però mi accorgo di averli persi per sempre e non poterli (nè volerli?!) recuperare.
Al ritorno, mentre preparo la valigia del rientro, stessa storia al contrario. Quanto è stato difficile partire, ancora di più è l'idea di tornare... I panni sono quelli, ormai disordinati. Non profumano più di bucato, ma sanno di sabbia, vento, mercati esotici... Li stipo nel bagaglio, cerco di non pensare troppo a come li troverò al mio arrivo a destinazione, mi ci siedo sopra e chiudo. Domani saranno loro la mia memoria, la mia nuova nostalgia.
LE FOTO - Chi mi conosce lo sa... Una foto al secondo, lo scatto più veloce del west! Le fotografie sono attimi sparsi di un'esistenza passata, ma spesso da quei documenti "di morte" emerge la vita. Al rientro da un viaggio, come alla vigilia di una partenza, ogni gesto fa riaffiorare ricordi lontani, sensazioni vissute e dimenticate. Sono meravigliose le foto, ma anche dolorose. Come quegli abbracci che poi ti fanno piangere, proprio per la loro bellezza e per la paura che siano già finiti, consumati e irripetibili.
ag

ag
Una terrazza sul mare. L'azzurro del cielo, i colori cangianti del mare. Guardo oltre i palazzi. Mi sembrano secoli che il mio orizzonte non spazia. Larghe vedute di un tempo, che evocano serenità e che negli ultimi tempi sono sempre più fughe brevissime da una vita interamente scandita dalle lancette di un orologio, dagli appuntamenti con obbligo. L'abbigliamento giusto, la faccia giusta, il momento più adatto e persino la misura scientifica delle parole.
Poi capita un mattino di svegliarsi in un altrove vicino, ma che per qualche minuto ti sembra distante anni luce. L'odore dell'aria fresca dell'estate che arriccia i capelli, la pigrizia che ti fa sorridere e che non vuoi vincere. Tutto sembra così pacifico dall'alto, nessuno può raggiungerti su una terrazza che pare sospesa nel tempo e nello spazio. Ti senti come la protagonista di una fiaba. E' la favola della tua vita, ossia la parte più spensierata dei tuoi giorni in un concentrato di emozioni.
Illusione di un giorno d'estate. Bello per un momento crederci. Lasciarsi possedere dai ricordi di tanti momenti felici e anche di quelli "turbolenti". L'importante è aver vissuto pienamente quei giorni, senza rimpianti... Ora sono stanca e mi lascio cullare dalla nostalgia di quei momenti.
ag
Me da lástima de las estrellas
luciendo hace tanto tiempo,
hace tanto tiempo...
Me da lástima de ellas.
¿No habrá un cansancio
de las cosas,
de todas las cosas,
como de las piernas o de un brazo?
Un cansancio de existir,
de ser,
sólo de ser,
el ser triste brillar o sonreír...
¿No habrá, en fin,
para las cosas que son,
no la muerte, mas sí
otra suerte de fin,
o una gran razón—
cualquier cosa así
como un perdón?